La recente sentenza del Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso della Regione per realizzare le torri del vento a Martignano, segna l'inizio di una stagione di attacco definitivo all'ambiente salentino, al poco paesaggio rimasto e alla nostra salute.
Una brutta stagione.
La mobilitazione di questa estate contro il lido a Baia de' Turchi e lo scempio della Palascìa sono, al confronto di quello che ci attende, scaramucce folkloristiche!
Altre nefaste iniziative si stanno intraprendendo in queste settimane e, nella migliore delle ipotesi, sfiancheranno qualsiasi movimento di protesta.
E' di questi giorni l'inaugurazione di un nuovo Parco(?) Eolico, questa volta all'interno del Comune di Lecce sulla strada per Torre Chianca. Si aggiunge a quello realizzato a Surbo giusto per mettere una pietra tombale su qualsiasi ipotesi di rilancio turistico delle marine leccesi.
Sono aree degradate? Almeno producano energia!
Sempre a Lecce, per fortuna con qualche perplessità dello stesso Consiglio Comunale, sta per nascere un impianto di produzione di energia elettrica mediante la combustione di biomasse.
Quale sarà l'impatto sulla qualità dell'aria che respiriamo? E' stato fatto qualche studio?
Effettivamente mancava un vertice al triangolo tra Brindisi (Eni e Cerano), Taranto (ILVA) e Lecce!
Ancora più inquietante è il progetto presentato al Comune di Casarano per l'insediamento di una fabbrica di prodotti radioattivi per la medicina!
La consapevolezza che abbiamo acquisito recentemente dei danni irreversibili che questo modello di sviluppo ha provocato non può nulla di fronte alla nuova emergenza occupazionale (soprattutto nel Sud Salento) che farà da alibi a questa tragedia!
E taccio, per questioni di spazio, delle discariche nuove e vecchie!
Postilla:
un capitolo a parte nella drammatica storia degli scempi salentini è quello delle strade, fomentato da aziende e dai media locali come una necessità immane (ma mai soddisfatta) di avere strade sempre più dritte e sempre più ampie.
Lo spunto per una nuova campagna asfaltatrice lo sta fornendo la fine dei lavori alla Tangenziale di Lecce. Le imprese salentine (che, ad essere onesti, realizzano manufatti mediocri dal punto di vista tecnico e approssimativi da quello estetico) stanno iniziando ad annunciare, con buon anticipo, massicci licenziamenti qualora non vengano individuate nuove opere da realizzare.
Ed hanno suggerito, già che c'erano, di dare subito esecuzione al progetto della Circumsalentina (nel tratto Cesine-Sant'Andrea) che andrà inutilmente a sfregiare uno dei pochi quadranti di originale paesaggio salentino (quello che vendiamo, pur avendone sempre meno) ancora punteggiato di piccoli borghi graziosi (le frazioni di Vernole e Melendugno) alternati a piccoli boschi e tesori storici come Roca Nuova!
Queste nostre imprese, incapaci di stare sul mercato nel resto d'Italia (per non dire all'estero), ricattano le istituzioni nostrane (in primis la Provincia) con lo spauracchio dei licenziamenti per completare il diabolico disegno che prevede di questo passo l'asfaltamento del 100% del territorio salentino sulla base dei seguenti postulati:
a) ogni strada di livello almeno intercomunale va trasformata in 4 corsie;
b) gli incidenti stradali non dipendono dala velocità o dalla criminale condotta di molti automobilisti ma dalle curve: per cui ogni strada va trasfornmata in pista di gara per consentire a chi sorpassa azzardatamente di avere la visuale sgombra;
c) ogni singolo paese della Provincia ha diritto alla propria circonvallazione, non importa se poi il Comune ci fa costruire intorno case e capannoni con il rischio di doverne fare un'altra dopo 10 anni (vedi i casi di San Cesario, Leverano, Sogliano, Monteroni, Montesano e via (dis)correndo....
lunedì 1 ottobre 2007
venerdì 29 giugno 2007
Considerazioni ai margini della statale 275
Vi riporto il testo di una lettera che ho mandato al Presidente della Provinca di Lecce Giovanni Pellegrino:
"La recente questione della 275 (con il suo portato di lamentele, proteste e speculazioni sugli incidenti mortali) è solo l'ennesima puntata di un vecchio romanzo d'appendice che vuole il Salento in perenne deficit d'asfalto.
Sono trent'anni che si chiedono strade, strade e solo strade. Per collegare qualunque paesino con qualunque altro e "circonvallarlo" per impedirne l'attraversamento come se l'unica preoccupazione in questa terra fosse quella di correre velocemente all'interno dei suoi confini come in un grande "parco automobilistico".
Se le 4 corsie arriveranno a Leuca, allora perchè non portarle anche a Porto Cesareo o a Ugento o a Torre dell'Orso o a Casarano?
Altrimenti, come si dice, l'economia viene bloccata!
L'Ente che ha l'onore di presiedere è consapevole che il problema dei collegamenti non riguarda il Salento al suo interno quanto il Salento con il resto del mondo?
Oppure ci stiamo rassegnando a rimanere una realtà marginale e periferica (al cui interno però si possono raggiungere i 180 km orari)?
Grazie per la risposta."
"La recente questione della 275 (con il suo portato di lamentele, proteste e speculazioni sugli incidenti mortali) è solo l'ennesima puntata di un vecchio romanzo d'appendice che vuole il Salento in perenne deficit d'asfalto.
Sono trent'anni che si chiedono strade, strade e solo strade. Per collegare qualunque paesino con qualunque altro e "circonvallarlo" per impedirne l'attraversamento come se l'unica preoccupazione in questa terra fosse quella di correre velocemente all'interno dei suoi confini come in un grande "parco automobilistico".
Se le 4 corsie arriveranno a Leuca, allora perchè non portarle anche a Porto Cesareo o a Ugento o a Torre dell'Orso o a Casarano?
Altrimenti, come si dice, l'economia viene bloccata!
L'Ente che ha l'onore di presiedere è consapevole che il problema dei collegamenti non riguarda il Salento al suo interno quanto il Salento con il resto del mondo?
Oppure ci stiamo rassegnando a rimanere una realtà marginale e periferica (al cui interno però si possono raggiungere i 180 km orari)?
Grazie per la risposta."
venerdì 15 giugno 2007
L'ultima spiaggia!
Questa volta il pericolo non viene dal mare ma dalla terra (come spesso si verifica da qualche decennio...)
Baia dei Turchi è forse l'ultimo tratto di costa salentina che possiamo definire incontaminato.
Caduto questo, la storiella che raccontano relativa ad un Salento selvaggio e naturale diventa una pietosa bugia che ripetiamo soprattutto a noi stessi!
Ormai sempre più di frequente ascoltiamo turisti che, sbarcati a Porto Cesareo o a Torre dell'Orso, esclamano delusi: "E' come Rimini!"
Riferendosi ovviamente non alla qualità delle acque quanto all'occupazione militare della spiaggia!
Baia dei Turchi diventerà come Rimini!
Nonostante le proteste di ambientalisti e veri amanti del Salento che durano da più di un anno, la creazione di un Lido attrezzato metterà una pietra tombale sul "Salento incontaminato": solo poche ore fa, infatti, è stato reso noto che il Tar regionale ha accolto la richiesta di Diana De Nicola, titolare della contestata concessione, a portare avanti i lavori.
La notizia è confermata da Legambiente, nella persona del presidente otrantino, Giorgio Miggiano, e dall’avvocato Mario Finocchito, che cura, in questa causa delicata, gli interessi dell’associazione. Naturalmente gli ambientalisti sono rimasti sorpresi da questa evoluzione, soprattutto dopo le rassicurazioni di autorevoli esponenti regionali, che avevano garantito, nell’ultimo mese, una soluzione di altro tipo della questione. Non ci sono al momento pareri ufficiali.
Tutti attendono per fare le proprie mosse. Ed ora bisognerà capire se esistono o meno da parte degli ambientalisti i termini di richiesta di una nuova sospensiva, che blocchi ancora una volta la concessione o se, come si augurano da tempo i titolari di essa, si possa una volta per tutte dare inizio ai lavori
Baia dei Turchi è forse l'ultimo tratto di costa salentina che possiamo definire incontaminato.
Caduto questo, la storiella che raccontano relativa ad un Salento selvaggio e naturale diventa una pietosa bugia che ripetiamo soprattutto a noi stessi!
Ormai sempre più di frequente ascoltiamo turisti che, sbarcati a Porto Cesareo o a Torre dell'Orso, esclamano delusi: "E' come Rimini!"
Riferendosi ovviamente non alla qualità delle acque quanto all'occupazione militare della spiaggia!
Baia dei Turchi diventerà come Rimini!
Nonostante le proteste di ambientalisti e veri amanti del Salento che durano da più di un anno, la creazione di un Lido attrezzato metterà una pietra tombale sul "Salento incontaminato": solo poche ore fa, infatti, è stato reso noto che il Tar regionale ha accolto la richiesta di Diana De Nicola, titolare della contestata concessione, a portare avanti i lavori.
La notizia è confermata da Legambiente, nella persona del presidente otrantino, Giorgio Miggiano, e dall’avvocato Mario Finocchito, che cura, in questa causa delicata, gli interessi dell’associazione. Naturalmente gli ambientalisti sono rimasti sorpresi da questa evoluzione, soprattutto dopo le rassicurazioni di autorevoli esponenti regionali, che avevano garantito, nell’ultimo mese, una soluzione di altro tipo della questione. Non ci sono al momento pareri ufficiali.
Tutti attendono per fare le proprie mosse. Ed ora bisognerà capire se esistono o meno da parte degli ambientalisti i termini di richiesta di una nuova sospensiva, che blocchi ancora una volta la concessione o se, come si augurano da tempo i titolari di essa, si possa una volta per tutte dare inizio ai lavori
giovedì 7 giugno 2007
Prima condanna per la Polizia del G8 di Genova: chi l'ha saputo?
Si tratta di censura?
Come definire il silenzio che è seguito alla sentenza di condanna per i pestaggi della Polizia durante il G8 del 2001?
La settimana scorsa lo Stato Italiano è stato condannato a risarcire Marina Spaccini, 50 anni, pediatra di Trieste, volontaria in Africa, per il pestaggio subìto a Genova dalla Polizia nel pomeriggio del 20 luglio 2001.
Marina, militante cattolica e pacifista della Rete Lilliput, fu massacrata dalla Polizia metre stava seduta a manifestare in maniera non-violenta con le mani alzate dipinte di bianco
La difesa della Polizia si è appoggiata alla tesi che era impossibile distinguere tra le mani dipinte di bianco di Lilliput e i Black Block.
Il giudice Angela Latella è stato di un'altra opinione!
Non solo: nella sentenza si può leggere che tutto ciò sia stato la conseguenza di un disegno preciso orientato a spaventare soprattutto la parte meno "veterana" delle manifestazioni e cioè proprio i cattolici e i pacifisti non-violenti che per la prima volta erano scesi in piazza accanto ai più "esperti" della sinistra radicale!
La tesi fa paura!
Ma il silenzio che ha oscurato la notizia non fa che rafforzare qusta paura!
Si tratta di censura?
Come definire il silenzio che è seguito alla sentenza di condanna per i pestaggi della Polizia durante il G8 del 2001?
La settimana scorsa lo Stato Italiano è stato condannato a risarcire Marina Spaccini, 50 anni, pediatra di Trieste, volontaria in Africa, per il pestaggio subìto a Genova dalla Polizia nel pomeriggio del 20 luglio 2001.
Marina, militante cattolica e pacifista della Rete Lilliput, fu massacrata dalla Polizia metre stava seduta a manifestare in maniera non-violenta con le mani alzate dipinte di bianco
La difesa della Polizia si è appoggiata alla tesi che era impossibile distinguere tra le mani dipinte di bianco di Lilliput e i Black Block.
Il giudice Angela Latella è stato di un'altra opinione!
Non solo: nella sentenza si può leggere che tutto ciò sia stato la conseguenza di un disegno preciso orientato a spaventare soprattutto la parte meno "veterana" delle manifestazioni e cioè proprio i cattolici e i pacifisti non-violenti che per la prima volta erano scesi in piazza accanto ai più "esperti" della sinistra radicale!
La tesi fa paura!
Ma il silenzio che ha oscurato la notizia non fa che rafforzare qusta paura!
mercoledì 30 maggio 2007
La tutela degli ulivi salentini
Si dalla Regione Puglia alla legge contro l'espianto degli ulivi
Sì definitivo per la legge regionale che tutelerà gli ulivi secolari del Salento e della Puglia. Il Consiglio regionale nella seduta di ieri ha approvato all’unanimità il disegno di legge regionale ‘Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia’ (n. 39 del 03/10/2006).
Il provvedimento sottopone a particolare tutela i cinque milioni di ulivi secolari monumentali, esemplari di pregio tra gli oltre 60 milioni di piante che segnano il paesaggio caratteristico della Puglia, ulivi che soprattutto negli ultimi tempi sono diventati oggetto di un odioso commercio.
Proprio per fermare il traffico di ulivi secolari del Salento la rivista quiSalento nel numero di maggio, denunciando il florido commercio anche attraverso il web, aveva promosso una petizione con l’obiettivo di sbloccare l’iter della legge regionale. Grazie anche ai lettori di quiSalento, che hanno risposto all’appello inviando centinaia di mail alla Regione, è stato accelerato l’iter di approvazione della legge.
Dal momento della pubblicazione della legge scatterà il regime transitorio che recita: “È vietato su tutto il territorio regionale il danneggiamento, l’abbattimento, l’espianto ed il commercio degli ulivi plurisecolari”.
Sì definitivo per la legge regionale che tutelerà gli ulivi secolari del Salento e della Puglia. Il Consiglio regionale nella seduta di ieri ha approvato all’unanimità il disegno di legge regionale ‘Tutela e valorizzazione del paesaggio degli ulivi monumentali della Puglia’ (n. 39 del 03/10/2006).
Il provvedimento sottopone a particolare tutela i cinque milioni di ulivi secolari monumentali, esemplari di pregio tra gli oltre 60 milioni di piante che segnano il paesaggio caratteristico della Puglia, ulivi che soprattutto negli ultimi tempi sono diventati oggetto di un odioso commercio.
Proprio per fermare il traffico di ulivi secolari del Salento la rivista quiSalento nel numero di maggio, denunciando il florido commercio anche attraverso il web, aveva promosso una petizione con l’obiettivo di sbloccare l’iter della legge regionale. Grazie anche ai lettori di quiSalento, che hanno risposto all’appello inviando centinaia di mail alla Regione, è stato accelerato l’iter di approvazione della legge.
Dal momento della pubblicazione della legge scatterà il regime transitorio che recita: “È vietato su tutto il territorio regionale il danneggiamento, l’abbattimento, l’espianto ed il commercio degli ulivi plurisecolari”.
Elezioni amministrative a Lecce.
Alle 15 di lunedì 28 maggio 2007 si sono chiuse le urne nei seggi leccesi.
Dopo un minuto gli exit poll commissionati da una televisione locale hanno "predetto" la vittoria del centrodestra con un largo margine di vantaggio per Paolo Perrone, vicesindaco e assessore ai lavori pubblici nell'amministrazione uscente.
Le proiezioni hanno confermato, già prima di cena, la vittoria della destra che non ha atteso l'ufficializzazione del risultato oper festeggiare.
Non ci si aspettava nulla di diverso, visto l'orientamente generale dell'elettorato leccese che non ha mai tradito gli schieramenti conservatori (quando non apertamente reazionari) nè vi erano, questa volta, le condizioni per delle sorprese.
I motivi della vittoria di Perrone possono essere sintetizzati in pochi punti essenziali:
1. una sostanziale idiosincrasia dei leccesi per i bruschi cambiamenti (la destra ha governato per 9 anni consecutivi senza grosse turbolenze);
2. l'unità delle forze di centrodestra, che si sono divise solo al loro interno (lista civica LA CITTA' dei fuoriusciti di AN);
3. evidente sproporzione delle risorse (economiche) investite nella campagna elettorale dal centrodestra che ha sostanzialmente monopolizzato spazi per affissioni e comitati elettorali;
4. la storica debolezza della sinistra a Lecce incapace da decenni di ritagliarsi un ruolo di opposizione concreta e di proporsi come sponda alla cittadinanza meno entusiasta della gestione Poli Bortone.
La maggioranza conquistata è molto meno larga, tuttavia, di quella a cui ci aveva abituati Adriana Poli Bortone e impedirà di fatto a Perrone quegli atteggiamenti autocratici del predecessore.
Si apre in ogni caso una fase nuova per la vita amminsitartiva del capoluogo salentino e forse anche per quella politica.
Ci sono nodi che vanno sciolti subito (filobus, rotatorie e traffico in generale) e altri che si dipaneranno col tempo (Piano Urbanistico, rapporto con l'Università, dialogo con Provincia e Regione).
Aspetteremo le prime mosse del giovane Perrone non dimendicando che la signora Poli è rientrata a Palazzo Carafa come consigliere.
Dopo un minuto gli exit poll commissionati da una televisione locale hanno "predetto" la vittoria del centrodestra con un largo margine di vantaggio per Paolo Perrone, vicesindaco e assessore ai lavori pubblici nell'amministrazione uscente.
Le proiezioni hanno confermato, già prima di cena, la vittoria della destra che non ha atteso l'ufficializzazione del risultato oper festeggiare.
Non ci si aspettava nulla di diverso, visto l'orientamente generale dell'elettorato leccese che non ha mai tradito gli schieramenti conservatori (quando non apertamente reazionari) nè vi erano, questa volta, le condizioni per delle sorprese.
I motivi della vittoria di Perrone possono essere sintetizzati in pochi punti essenziali:
1. una sostanziale idiosincrasia dei leccesi per i bruschi cambiamenti (la destra ha governato per 9 anni consecutivi senza grosse turbolenze);
2. l'unità delle forze di centrodestra, che si sono divise solo al loro interno (lista civica LA CITTA' dei fuoriusciti di AN);
3. evidente sproporzione delle risorse (economiche) investite nella campagna elettorale dal centrodestra che ha sostanzialmente monopolizzato spazi per affissioni e comitati elettorali;
4. la storica debolezza della sinistra a Lecce incapace da decenni di ritagliarsi un ruolo di opposizione concreta e di proporsi come sponda alla cittadinanza meno entusiasta della gestione Poli Bortone.
La maggioranza conquistata è molto meno larga, tuttavia, di quella a cui ci aveva abituati Adriana Poli Bortone e impedirà di fatto a Perrone quegli atteggiamenti autocratici del predecessore.
Si apre in ogni caso una fase nuova per la vita amminsitartiva del capoluogo salentino e forse anche per quella politica.
Ci sono nodi che vanno sciolti subito (filobus, rotatorie e traffico in generale) e altri che si dipaneranno col tempo (Piano Urbanistico, rapporto con l'Università, dialogo con Provincia e Regione).
Aspetteremo le prime mosse del giovane Perrone non dimendicando che la signora Poli è rientrata a Palazzo Carafa come consigliere.
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